Il trattamento delle tendinopatie inserzionali si è
arricchito negli ultimi tempi di una metodica ambulatoriale
estremamente semplice ed efficace che si basa sul principio che
la “ cruentazione” del tendine inserzionale sofferente e in
preda a fenomeni degenerativi, determina una risposta
caratterizzata da neovascolarizzazione, capace di arrestare i
processi regressivi che caratterizzano la tendinosi e di
favorire la ristrutturazione del tessuto degenerato in tendine
con caratteristiche biologiche di normalità. Una siffatta
risposta biologica è accompagnata da una rapida cessazione della
sintomatologia dolorosa.
Da circa due anni è possibile scarificare il tendine da trattare
in maniera percutanea ad ago sotto controllo ecografico e in
anestesia locale.
Il trattamento dura pochi minuti ed è assolutamente indolore.
Nelle ore successive il Pz. può riprendere le comuni occupazioni
come pure l’attività sportiva.
Come detto il trattamento è ambulatoriale e comincia con una
anestesia locale della zona da trattare.Successivamente viene
eseguita una scansione ecografica della stessa zona per valutare
morfologicamente il tendine sofferente.Si procede quindi con un
comune ago da siringa che viene controllato ecograficamente per
essere certi che la punta dello stesso sia tutta all’interno del
tessuto tendineo e non in vicinanza di altre strutture
anatomiche.A questo punto si può provocare una sorte di
scompaginamento tendineo orientato secondo il senso
longitudinale delle fibre sempre sotto controllo ecografico.Ne
risulta una stimolazione tendinea caratterizzata da
neovascolarizzazione che è in grado di compensare i fenomeni
regressivi tendinei che sono alla base della sintomatologia
algica.
Di solito una seconda seduta a distanza di una settimana si
rende necessaria.
Ricordo che con questa metodica sono state trattate con successo
epicondiliti,epitrocleiti (
Gomito.ppt >> ), tendiniti inserzionali degli
adduttori,tenoborsiti coxotrocanteriche,tendinosi achillee e
fasciti plantari.
Da qualche mese abbino alle scarificazioni, di solito sotto
guida ecografica, l’aggiunta di fattori di crescita ( PRP )
derivati dal frazionamento, con apposita centrifuga e set di
provette dedicato, della parte corpuscolata del sangue del Pz.
Questo semplice ed innovativo trattamento permette di creare le
premesse biologiche per una buona riparazione tissutale volta a
compensare il problema di base che nelle tendinopatie
inserzionali è in generale la scarsa irrorazione sanguigna del
distretto tendineo interessato.
Si vengono quindi a creare le premesse biologiche per una
fisiologica riparazione tissutale che a livello tendineo
permette di combattere con successo e in maniera sostanzialmente
incruenta le sofferenze tendineo aponevrotiche inserzionali (
epicondilite, epitrocleite, tendiniti inserzionali della spalla,
fasciti plantari etc. ) mentre a livello articolare l’eventuale
danno cartilagineo ai primi stadi può essere trattato con
lavaggio artroscopico associato a shaving, condroabrasioni e
aggiunta intrarticolare di fattori di crescita una volta
interrotto il flusso liquido intraarticolare.
Nella pratica quotidiana attuale ho quasi abolito le
infiltrazioni steroidee nel trattamento della patologia tendinea
in genere in quanto la terapia biologica con o senza aggiunta di
fattori di crescita ha una capacità terapeutica di controllo del
dolore e di ripresa funzionale che è simile alla terapia
steroidea senza gli inconvenienti a volte molto gravi della
stessa.
L’unico punto a sfavore della terapia biologica nel trattamento
delle patologie tendinee è la risposta terapeutica più lenta
anche se progressiva e durevole nel tempo rispetto all’uso del
cortisone.
Vorrei in ultimo precisare che l’uso delle scarificazioni
tendinee non ha sostituito completamente la terapia chirurgica
che riservo ai casi non rispondenti alle scarificazioni in
aggiunta o meno di fattori di crescita.
Ricordo infine che il crescente entusiasmo nei confronti dei
fattori di crescita ci sta facendo acquisire una esperienza
nell’uso degli stessi in chirurgia aperta convenzionale specie
nelle rotture tendinee inveterate e nelle pseudoartrosi con
risultati di molto superiori alla terapia con onde d’urto o ai
campi elettromagnetici pulsati.
Fig. 1

Fig.1: Caso di lesione inveterata ( otto mesi ) del tendine
di Achille trattata con ampio ribaltamento tendineo più fattori
di crescita ( PRP )
© Copyright 2009
Dott. Maurizio Rubino