E’
una tecnica chirurgica adatta al trattamento degli esiti di
fratture di avambraccio e polso caratterizzati da differente
lunghezza del radio ( di solito accorciato ) rispetto all’ulna o
da rigidità della articolazione radio-ulnare distale con
conseguente deficit di supinazione del polso.
La medesima tecnica può essere adatta al trattamento delle
lesioni della fibrocartilagine triangolare del polso ribelle ad
eventuali trattamenti artroscopici ( si tratta di una sorta di
menisco della articolazione radio-ulno-carpica che può essere
lesionato da traumi distorsivi del polso)
Si tratta in sintesi di una tecnica di salvataggio obbligatoria
nel bagaglio culturale di chi si occupa di traumatologia di
avambraccio - polso e argomento oggetto di mia relazione al
Congresso nazionale della Società Italiana di Chirurgia della
mano (S.I.C.M.) svoltosi ad Ascoli Piceno nel 2001 (
visualizza. ppt >> )
La tecnica prevede un accesso a lembo dorsale al polso che
permette sia di bloccare con vari mezzi di sintesi
l’articolazione radio-ulnare distale sia di asportare un
cilindro diafisiario di ulna distale che permette di
ripristinare la fisiologica prono-supinazione.Per la sintesi
della radio-ulnare distale possono essere impiegati fili di
Kirschener oppure viti convenzionali o riassorbibili.
Il post-operatorio è caratterizzato da un mese di apparecchio
gessato seguito da una semplice e autonoma rieducazione
funzionale.
Il risultato finale è il ripristino di un orientamento corretto
della mano in proiezione antero-posteriore per la correzione
della iniziale radializzazione e la completa ripresa del
movimento di prono-supinazione.




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Dott. Maurizio Rubino