
Viene
così definita la lesione del legamento collaterale ulnare della
metacarpo-falangea del pollice a seguito di una brusca
distorsione dell’articolazione da trauma in iperabduzione come
accade quando si cade sugli sci appoggiando al suolo la mano che
impugna il bastoncino (pollice dello sciatore o lesione da
bastoncino).
Il sospetto di lesione può essere integrato dall’esecuzione di
esame ecografico mirato e, se confermata, è indicato il
trattamento chirurgico.
Tratto la lesione recente (entro le tre settimane dal trauma)
con la tecnica del pull out derivata dal trattamento delle
lesioni tendinee dell’apparato flessore digitale.
Con questa tecnica si usa una sorta di cappio in Nylon
monofilamento per avvicinare l’estremità prossimale del
ligamento rotto, alla sua inserzione sulla base della prima
falange del pollice facendo attenzione a reinserire nel punto
preciso originario il legamento rotto. L’ansa viene poi fatta
passare entro un tunnel obliquo ricavato nella prima falange del
pollice e annodata su un bottone appoggiato sulla cute.

Una accurata reinserzione insieme alla elasticità del cappio
dovuta al materiale costituente permettono di assorbire le
modeste sollecitazioni in trazione connesse al movimento in
flessoestensione che viene immediatamente concesso, guidato
nelle prime due settimane da un bendaggio soffice in cotone di
Germania e benda elastica autoaderente. Questi semplici ma
efficaci accorgimenti permettono una cicatrizzazione “ morbida “
con aderenze elongabili e non brevi che invece costituiscono
l’incubo dei fisioterapisti che ereditano pazienti trattati con
tutorizzazione rigida che, per i motivi sopra elencati, mostrano
una rigidità difficile da recuperare della metacarpo-falangea
del pollice.




La stessa complicanza è frequente in pazienti operati per
lesione del legamento collaterale ulnare del pollice usando
microancore in titanio. In questi casi il punto debole di
tecnica, secondo il mio parere, sta nella inestensibilità della
sutura eseguita con filo intrecciato che garantisce
meccanicamente sia la sutura che la correlata rigidità.
Nei casi definiti inveterati di lesione di Stener anche a
distanza di qualche mese dalla lesione si può ritrovare in sede
di intervento un tessuto cicatriziale maturo che, opportunamente
individuato ed elongato permette una riparazione legamentosa
come nella lesione acuta.
Quando questo non è possibile ho messo a punto e comunicato al
Congresso nazionale della SICM svoltosi a Perugia nel 2005 (
visualizza .ppt >> ) una
tecnica chirurgica originale che utilizza l’estensore proprio
dell’indice come supporto capsuloligamentoso ulnare nei casi di
lesione inveterata di Stener non altrimenti riparabile
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Dott. Maurizio Rubino